Torta di polenta uvetta e canditi

Ho fatto questa torta il 15 di Febbraio. Torta di San Valentino? Ma va là. Mai festeggiato il San Valentino. Di sicuro perché in primis è il compleanno del mio papà ed in secundis perché non ci ho mai creduto. Detto questo io la mia torta per il fine settimana la voglio. Avevo della farina gialla nella dispensa, canditi e uvetta in giro. Ottimo: abbiamo gli ingredienti principali per la torta di polenta e canditi. “Max che dici andrà bene questa pentola per il latte e la polenta”. “Mah sì dai che ci sta tutto”. Infatti c’è stato tutto ma un po’ sacrificato. Per cui ogni tanto qualche pezzo di polenta mi è saltato un po’ in giro. Poca roba intendiamoci. Di sicuro non paragonabile al lago di cioccolato bianco che feci con la mia torta Biancaneve. Ok ma perché in 2? Perché girare per oltre 15’ un impasto rappreso di farina gialla e bianca e latte davvero non è roba da poco anche per braccia mediamente muscolose come le mie. “Ma-aax puoi venire per favore a darmi il cambio?!” E alla fine era affaticato anche lui. Però il risultato ci ha dato soddisfazione.

Certo, pentola un po’ piccola. Sufficiente per 1 litro d’acqua e 400 gr. di farina. Se però mi spari la domanda a bruciapelo mentre sto facendo tutt’altro e non mi dici che poi ci devi aggiungere burro, margarina, uvetta, fichi secchi, ecc, che hanno una certa “consistenza”…

Toccherà prendere anche una betoniera da cucina…

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In tutta onestà io sto ancora inseguendo il sapore di una torta alla polenta e uvetta che Max mi portò agli albori della nostra storia e che fece la sua mamma. Era spaziale. La sua mamma non c’è più. Vorrà dire che ci lavoreremo su, Max, ed io inseguendo quel sapore e quel profumo. Sono sicura che non ci riusciremo (e come potremmo? ormai quella torta è stata) ma riusciremo in altro. Sarà la torta polenta e uvetta come piacerà a noi. E andrà bene uguale. Il 14 di Febbraio come il 33 Marzo. Perché semplicemente sarà nostra. E in ogni caso, grazie Solidea!

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3 thoughts on “Torta di polenta uvetta e canditi

  1. Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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    1. Eh sì sono d’accordo. Mi sforzo, per cui, di cercare di non dare quello che ho per scontato anche se alle volte, inevitabilmente, accade.
      E allora richiamo alla memoria quegli stessi racconti di tua nonna che sono anche quelli della mia e di mia madre e di tutti coloro hanno vissuto o vivono situazioni – diciamo – non facili. E tutto il resto allora assume sfumature e intensità diverse.
      Grazie di aver condiviso il tuo pensiero.
      Mile

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