Cannelés

Cannelés” chi erano costoro? Di Manzoniana memoria. Confesso è il primo pensiero che ho fatto quando Max mi ha proposto questi dolci di cui ignoravo totalmente l’esistenza. Sollecitamente rispondendo alla  mia:“quali dolci desideri che io prepari per te?” voilà (quanto mai appropriata la lingua) la ricetta di questo dolce francese di Bordeaux e che Max scoprì qualche anno fa in una spedizione lavorativa (sedicente tale) vinicola. A lui piacquero molto e così l’amore non può sottrarsi a questo desiderio d’oltrAlpe. Mi dice che questi dolci sono caratteristici per l’uso abbondante di tuorli che avanzavano dopo il processo di chiarificazione dei vini di Bordeaux fatto, appunto, con gli albumi. Leggo gli ingredienti e un punto esclamativo mi si stampa in faccia. Che fine hanno fatto i tuorli? 2 uova intere e 2 tuorli non erano i quantitativi che mi aspettavo dopo il racconto storico. Va be’ faccio spallucce e mi cimento. Prima però acquistiamo appositi stampini in silicone via amazon. Le cose o le si fanno bene oppure no. Arrivano anche gli stampini. Sono pronta. Frusta a mano olè; vaniglia del Madagascar…uhm che profumo. Sforno e il risultato? Sigh Sigh. Alcuni cannelés sembrano delle torri di Pisa (leggermente piegati su loro stessi: prego guardare per credere) e consistenza gommosa: gomma piuma a spray. Per qualche mattina ci siamo sacrificati ma quando mi è scattato il desiderio di lanciare il cannelés su un bersaglio da freccette ho capito che era arrivato il momento di cestinarli (letteralmente).

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Ok. Sono contenta: l’ennesimo dolce da imparare.

J’ai compris

Della storia della Storia.

Oui, li ho scoperti a Bordeaux. Assaggiati, buonissimi. E mi hanno raccontato che sono tipici della città perché venivano appunto usati i rossi d’uovo che avanzavano dalla chiarifica del vino.

“Relata refero”.

Dovete sapere che la mia amata pasticcera ha due soprannomi, uno più dolce l’altro un po’ più tecnico, ispirati a une delle sue doti principali: “Precisetti” – con la “e” bella aperta, milanese – e “Berkel”. Si, come l’affettatrice.

Comunque, Precisetti, leggi qui, dove parla dei Canauliers de Bordeaux…!

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One thought on “Cannelés

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