Tea con le amiche

Era da un po’ che avevo desiderio di passare un piacevole pomeriggio in compagnia delle mie amiche sorseggiando tea (modello “pantera grigia” inglese) e rimpinzandoci con le mie fantastiche creazioni dolci. Max è fuori in montagna coi suoi colleghi nonché compagni di bevute. Ecco: ho l’occasione senza nemmeno dover chiedere a Max il sacrificio di andar via di casa a patire il freddo e il gelo (che esagerata!) solo per lasciarmi in compagnia delle mie amiche. Ero eccitatissima. Ho diramato gli inviti una settimana prima per la domenica successiva a 7 care persone raccogliendo immediatamente qualche impossibilità (ci sta) ma altresì qualche entusiastica risposta da confermarsi durante la settimana. Confermo l’invito per la domenica il venerdì sera alle 3 amiche che incastrando impegni personali riescono ad esserci. Yuppie. Siamo in 4. Va benissimo. Passo il sabato a preparare di ogni, divertendomi come una bambina. Ho preparato degli ottimi frollini a forma di fiore che ho accoppiato l’indomani con della confettura di lamponi da leccarsi i baffi. Dei muffin alle arance con fichi secchi (che godereccia accoppiata).

20150207 Muffin arance e fichi secchi   20150207 Frollini con confettura di lamponi

Una salutare torta morbidosa alle mele rovesciata (servita tiepida ancora meglio con l’aroma della cannella che solletica le narici). Una torta di pere, cioccolato e zenzero fresco con buccia di arancia il cui profumo mi ha tenuta compagnia durante tutta la domenica. Che bella scoperta lo zenzero! E pensare che fino solo a qualche mese fa non ne tolleravo l’odore: mi ricordava fastidiosamente un anonimo detersivo al limone per i piatti. (Avrei scritto anche BLEAH! se non fosse che per il cibo mia madre mi ha insegnato che non si dice mai che “fa schifo” e per estensione neanche BLEAH. Regola nella quale credo fermamente).

20150207 torta di mele sottosopra  20150207 Torta di pere cioccolato arance e zenzero

E non contenta (mah sì ho voglia di deliziarle con qualcosa di sorprendente) ho preparato un pane dolce alle uvette ricoperto con semi di papavero.

20150207 pane dolce alle uvette e semi di papavero

Ecco: peccato che non sia lievitato un granché. Un invito a chi scrive ricette o di ricette. Quando per la lievitazione si richiede un ambiente tiepido per favore aggiungere anche come ottenere in casa un ambiente tiepido. Ho messo l’impasto in una ciotola, ho avvolto la ciotola in una tovaglia di cotone quindi in una coperta in pile. E ho sistemato il tutto sul termosifone. Risultato? Lievitazione millimetrica. Nada. Nisba. Uffa. Sgrunt. Però si presentava così bene che ho decido di portare avanti la cottura. Si è cotto un po’ tanto (croccante ma a me il croccante piace) ma non è ri-lievitato. Ha sì un sapore dolce non foss’altro perché ci sono dentro le uvette che ho tenuto a bagno nella Sambuca e non scolate le ho sparpagliate sull’impasto. Cmq è mangiabile. Certo non vendibile in una pasticceria. Acc. Mi spiace proprio anche perché Max adora il pane all’uvetta. Lo ha mangiato ugualmente. Sì! Passo la domenica a pulire casa. D’altronde visto che ho un po’ di tempo anche se sono in confidenza con le mie amiche (per definizione, oserei chiosare) me ne approfitto per una bella sistemata a casa. Verso mezzogiorno una defezione: acc si è fatta male alla schiena spostando un divano. Ok saremo in 3, però mi spiace. Orpo sono le 4. Preparo la tavola tra n prove di tovaglie, piatti per i dolci. E infine ci sono. La mia tavola mi piace un sacco. La fotografo e la mando a Max (notare lo “spaccato” di casa, termosifone incluso).

Tea con le amiche tavola

È bellissima. Mi cambio: non posso mica presentarmi in tuta da casa (va bene la confidenza ma approfittarsene no). Mmm sarà il caso che riempia i frollini con la confettura. Nooooooooo: un terribile mal di testa fa fuori un’altra amica. Cielo adesso siamo in due. Sarà il caso che chiami l’altra così decide liberamente se passare il pomeriggio con me a mettere su chili oppure con la sua famiglia. Aveva capito 8 marzo (cioé il mese dopo) e fra l’altro non era nemmeno in Lombardia. Bene. Mi sono seduta sul letto, sono scoppiata a piangere e tra i singhiozzi ho chiamato Max per farmi consolare. Il quale Max era a comprare formaggi e moccetta e se avesse potuto sarebbe volato da me a consolarmi. Già succede. Agli imprevisti non si può fare nulla. Non ho disfatto la tavola sperando in una soluzione alternativa e perché volevo farla vedere a Max. Mi sono messa sul divano a leggere mentre Max ed io cercavamo di inventarci una serata. Fortuna che ci sono quegli straordinari ragazzi dei suoi ex colleghi non fidanzati e sempre affamati che hanno accettato di venire da noi all’ultimo minuto a fare cena con i miei dolci. E così mi hanno risollevato un po’ il morale e di sicuro la serata. Sono dei ragazzi fantastici, intelligenti, pieni di curiosità, divertenti e con tanta voglia di imparare. E poi sono dei noti estimatori dei miei dolci. Beh qui forse ho giocato facile. Suvvia dopo una defezione di massa un goal a porta vuota me lo merito. Abbiamo fatto anche la classifica e hanno vinto i frollini, seguiti dalla torta alle mele. Parlato tanto, mangiato e bevuto tea di ogni tipo. Ehi, ragazzi, grazie ancora. E come da tradizione “Mileniana” ho fatto loro portare via un bel vassoio con un po’ di tutto. Be’ non male come domenica, no?!

Grazie!

Quando il piano B è molto meglio dell’A. Sei lì, bello contento, teneramente abbracciato ai tuoi formaggi valdostani e francesi che ammorbano l’auto, quando squilla il telefono… Direttamente dalla scena del crimine, una tragedia in corso! Da una parte un’inconsolabile Milena che singhiozza a raffica, dall’altra un terzetto di buontemponi di rientro da un w.e. di neve, cibo e, immancabilmente, vino! Mica facile mediare la comunicazione… Alla fontana di lacrime vuoi comunicare tutto il tuo amore e la tua comprensione ma nel frattempo non puoi piombare l’aria del rientro dalla zingarata con un problema che i più sottostimano. Un esercizio di comunicazione, appunto. Poi, poco dopo, il DNA da “problem solver” comincia a consumare i polpastrelli su Whatsapp per il piano B. Un piano B che è moooolto meglio dell’A, che prevedeva per gli amici nulla e per me almeno un’oretta a zonzo per lasciare il campo al tea party. Speriamo che al prossimo party vengano premiati includendo nel piano A gli affidabili e fedelissimi…!

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8 thoughts on “Tea con le amiche

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