Torta a Scacchi per il mio compleanno

Per quanto mi riguarda, non c’è compleanno senza torta o comunque uno o più dolci. Mmmm….pensa pensa pensa. “Che torta fai Mile quest’anno per il tuo compleanno?” Ne avevo vista una a due piani ma non mi convinceva: tornavo a sbirciarne la ricetta e a meditare. Quando faccio così è perché non sono convinta. Poi d’emblée l’ho vista nella mia testa: faccio la torta a scacchi. Sì: mi piace. Non impazzisco per il cioccolato, ma quello fondente, in particolare la ganache di cioccolato fondente, non mi dispiace mangiarne di quando in quando. Mi viene inevitabilmente in mente una domenica di qualche anno fa in cui invitai degli amici a mangiare un pezzo di torta per il compleanno. All’epoca avevo qualche barriera in più nella preparazione dei dolci di quante ne abbia oggi. Volevo preparare un Pan di Spagna da riempire con la crema all’arancia. Non avevo fatto tante torte simil-pan di spagna all’epoca. Quando si fa il pan di spagna, una volta che le uova si gonfiano che è una meraviglia per gli occhi, bisogna aggiungere un po’ per volta la farina facendola integrare con una spatola manualmente. Ecco: io pensavo di averlo fatto e ricordo chiaramente anche quanto mi scaldai letteralmente (andavo un po’ più in ansia all’epoca). Versai l’impasto nella tortiera e quasi tutta la farina era sul fondo. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Disastro. Acc! Mile cosa fai ora? Ributto tutto dentro la ciotola e uso le fruste elettriche. E indovina indovinello? Si è smontato tutto, naturalmente. Noooooooooo (di nuovo e in minuscolo a sottolineare la tristezza che aveva preso possesso delle mie facoltà). Inforno tutto: non si butta il cibo. Ebbene? Ebbene ho sfornato un fantastico frisbee che Max ed io abbiamo avuto in giro (letteralmente) per la colazione per un po’. Uso alternativo: cuscino compatto per i figli piccoli dei nostri amici. Devo dire che dopo il momento di sconforto ho pensato “ok è il giorno del mio compleanno. Non potrò mica farmelo rovinare da un piattello di Pan Di Spagna. Trovo una soluzione!” Infatti: quell’anno venne su mia sorella col mio amato nipote. E mi sono fatta coccolare. Le ho detto “Non ho la torta: dobbiamo trovare una soluzione“. Sottotitolo “Monica pensaci tu!”. E così fu quella volta. Grazie Monica!

Ma non questa volta. Ricetta da GZ. Ho fatto le mie belle torri colorate (base da 18 cm) una bianca e una nera la prima al venerdì sera e la seconda al sabato mattina. E poi domenica mattina mi sono divertita con Max a comporla. Eh già. Bisogna prima tagliarle in 3 livelli ciascuna e poi copparle per ogni strato così ottenuto usando due coppapasta di dimensioni diverse (12 cm e 7 cm). E se non ce ne hai o te ne mancano – come nel mio caso – ti inventi anche il modo. A me mancavo quello da 12. Ho usato un sotto torta da 20 cm; recuperato un compasso dei tempi del liceo; un bel cerchio del diametro di 12 e vai di forbici. Appoggiato il cerchio sugli strati e poi ho utilizzato un bel coltello affilato per tagliare il cerchio centrale. E così si alternano i colori sia orizzontalmente (alternando cioé gli anelli con il cerchio più piccolo) sia verticalmente. Solo apparantemente difficile; per quanto mi riguarda divertentissimo. Voilà.

Torta a scacchi

Ogni strato è poi coperto da marmellata di arance se del caso setacciata. Se nella marmellata i pezzi di arancia sono evidenti, conviene passarla altrimenti si corre il rischio di una bella torre di Pisa. Io in ogni caso non disdegno. La marmellata l’ho fatta spennellare da Max. E poi ho preparato la ganache. L’effetto a punta devo dire mi piace da morire. Mi fanno venire in mente una testa di capelli ricci. Come si fa ad ottenerli? Ganache in frigo, a raffreddarla e a solidificarla un po’ lasciandola ancora spalmabile. Io l’ho tenuta in frigo circa 40′.

E questa è la torta che ho offerto a chi ha potuto e voluto unirsi alla compagnia.

Torta a scacchi 2

  Grazie!Torta a scacchi 3

A tagliare le torte sono davvero un disastro ma a riderci su un asso. Un difetto: gli scacchi tendevano un po’ a scomporsi e ogni tanto qualche fila la perdevo trasformandosi in una dadolata. Indovinate? Grasse risate e qualche fetta offerta con le mani. Evviva.

Grazie!

“Apriamo il vasetto di marmellata. Vediamo se ci sono pezzetti troppo grossi di arancia! Altrimenti va setacciata…”

Bah, sembra di no. Comincio a sciabolare con la spatola d’acciaio (si chiama così?) ma è troppo lunga e flessibile. Passo alla spatoletta corta di plastica. Molto meglio.

A metà vasetto, i cubetti aumentano di numero e vanno via via ad aumentare, fino a quando, in fondo, sono quasi tutti dadini di scorza d’arancia, secondo il banalissimo principio per cui la marmellata, quando viene invasettata calda, è più fluida e consente così ai pezzi di scorza, più pesanti di decantare verso il fondo. Ricordatevene, magari, quando sarete chiamati all’arduo compito.

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2 thoughts on “Torta a Scacchi per il mio compleanno

  1. Tre particolari trovo particolarmente avvincenti in questa ricetta: la prima è l’uso del compasso (Euclidean Cake: Achievement Unlocked!), l’effetto scenico che solleva molti: «Ma come diavolo ha fatto?» e la riesumazione della parola coppapassa, che non mi esce più dalla testa.
    COPPAPASTA, COPPAPASTA, COPPAPASTA!
    (Chissà che buona!)

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