Meringata all’ananas (Torta Slurp)

Bella, bianca e soffice. Così mi appariva nel mio libro dei dolci questa torta. E poi c’è la meringa. Non la faccio spesso anzi direi mai. Eppure mi piace parecchio. Se qualcuno mi chiedesse di chiudere gli occhi e pensare ad un dolce da forno non tirerei fuori dalla mia testa la meringa. In questo dolce è aggiunta sopra l’impasto. Dai proviamoci: mettiamoci alla prova con qualcosa di nuovo.

Due tortiere da 20 cm di diametro. Bene: ne ho una sola. Soluzione: una tortiera da 18 e una da 20. Il mio tocco estetico: torta a livello con gradino.

Il trait-d’union qui è la vaniglia ed in particolare l’estratto di vaniglia Bourbon che ho preso l’anno appena trascorso all’Artigianato in Fiera a Milano. Ed è spaziale! L’ho messa nell’impasto: una crema alla burro (dose non generosa…phew) di una bella consistenza ferma. E nella meringa, naturalmente.

La meringa: la meringa è davvero elegante. Avete presente come diventa lucida quando la montate? é un colore luminoso. E poi ha quella corposità così invitante. Passaggio finale: aggiunta di nocciole tostate del Piemonte. Ho aperto la confezione e le narici si sono colmate del loro profumo. Attimo di indecisione che si è poi tramutato in panico: continuo a montare e metto le nocciole ovvero mi fermo e le aggiungo delicatamente? In quel momento il cervello mi è andato in TILT e ho continuato a montare. Ergo, dopo 5 secondi di quella fantastica consistenza e di quel fantastico colore è rimasto solo il ricordo.

Sgrano gli occhi. E adesso?

E adesso la rifai MILE. E questa volta trionfo io. Meringa montata e nocciole delicatamente integrate con una spatola. E poi giù di cucchiate sui due impasti. Armato di cucchiaio è  arrivato anche Max a spalmare con attenzione la meringa su tutta la torta.

Torta e meringa si sono cotte che è un piacere. La meringa cotta aveva un colore bellissimo: biscottato. E che profumo! (non amo gli eccessi di punti esclamativi. Essi però sono obbligatori quando occorre sottolineare qualcosa che sorprende. Burro, vaniglia Bourbon e nocciole piemontesi cotte, ebbene essi sorprendono.)

Fatte raffreddare entrambe ho montato la panna – aromatizzata alla vaniglia, ça va sans dire – e l’ho arricchita con ananas sciroppato che Max mi ha tagliato a pezzi piccoli piccoli.

Presa la torta più grande, l’ho ricoperta di panna arricchita; ho appoggiato su il secondo strato e ho fatto la stessa cosa. E mentre ricoprivo con la panna avevo un sorriso che andava da parte a parte: mi piaceva, mi piaceva davvero come stava venendo. Il gradino, la panna riccia. E sì perché i pezzi di ananas le conferivano movimento. E poi ero inebriata dai profumi. Insomma guardate qui.

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E poi non sembra davvero una mimosa bianca?  E se sapeste come me la sono gustata questa torta. Mi sei proprio piaciuta “Meringata all’ananas“.

Grazie!

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