Torta di albicocche e cocco

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Un altro fine settimana intenso, dal punto di vista delle relazioni sociali. Max ed io adoriamo incontrare e conoscere persone. Personalmente, lo trovo un arricchimento personale. Sono convinta che ognuno di noi abbia un po’ di infinito dentro di sè. Averne consapevolezza e scoprirlo credo sia la missione dell’uomo sulla Terra. E così scopriremmo anche i nostri Talenti. E così non avremmo più dubbi se andare o no all’università e, nel caso, quale università frequentare 🙂

Ecco sentivo il bisogno di sdrammatizzare.

Ascoltare e ascoltarsi è compito arduo e impegnativo. La durata della cena non è sufficiente per scoprire una persona ma per averne delle impressioni sì. Alle volte aiuta anche solo un sorriso, o una battuta o anche un silenzio. O… aggiungete pure voi.

Mediamente personaggi socievoli…Mi fermo e apro una parentesi senza metterle. A me personalmente alle volte scappa la frizione con gli snob, gli arroganti, i prepotenti, i saccenti, con gli apriorismi, i luoghi comuni e i guerrafondai. Sono sicura di aver lasciato qualche categoria fuori. In quelle occasioni taccio giacchè non riesco a ben gestire il mio “disappunto“. Purtroppo però sulla fronte mi si accende ad intermittenza una scritta luminosa e catarifrangente che quel disappunto lo sottolinea, e con enfasi (sì lo so: devo lavorarci un po’ su). Assumo una espressione simpatica come quella della signorina Rottenmeier prima di essere conquistata dalla bontà di Heidi e dalle sue guance rosse…

Rottenmeier

Dicevamo, mediamente personaggi socievoli che apprezzano anche la buona cucina e il buon vino siamo invitati per una fantastica cena di pesce a casa di vicini.

Davvero una cena SLURP con un aneddoto che mi ha fatto davvero sorridere. E che vi racconto.

Lei cucina benissimo. In una delle prima di “n” portate chiedo il peperoncino. E lei serenamente mi confessa che era stata indietro con l’uso del peperoncino perché vedendomi così piccola (e -aggiungo io – carnagione color lenzuolo. Sì perché il pallore fa un po’ pensare a qualcosa di delicato, fragile) pensava non ne mangiassi. “Eh no eh!” mi difendo io “Quello che non mangia il peperoncino è Max” il quale chiosa: Non scherziamo! Mile bacia in bocca i draghi!”

Capite che personaggio è, il soggetto?!

Arriviamo al dolce e devo dire a coronamento di una cena deliziosa ispirata a piatti greci a base di pesce (con i vini tutti Rosè, da Foss Marai a uno Champagne Joly e un perfetto Etna Rosato Girolamo Russo) la mia torta ripiena di albicocche secche e cocco è stato davvero un dolce finire.

La frolla è venuta perfetta. Il ripieno è inconsueto, stupisce e appaga. Avrei messo un po’ meno cannella per fare sentire anche l’arancia i cui aromi e sapori sono stati ricoperti. Ok, sarà per la prossima.

Grazie!

Yes, una mangiafuoco!

Per misurarla, l’anno scorso ho coltivato sul balcone dei peperoncini Habanero. A partire dal seme, incubati al buio, in ovatta bagnata, ai primi germogli, in piccoli vasetti e trapiantati in seguito. Poi, siccome il balcone prende il sole solo 2-3 ore al mattino, le piante venivano trasportate nelle diverse stanze dove entrava il sole. E per ferie, dagli “zii” Gae+Vero, che li hanno trattati come nipotini. Alla fine ci siamo riusciti!

Ecco, con gli habanero “giusti” comincia a sentire qualche effetto anche sotto il chilogrammo.

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