Molliche di Panettone

Dopo le molliche di brownies

Gli autismi sono N. Ogni persona autistica ha peculiarità autistiche proprie. Nella loro diversità e peculiarità in primis come persone, ci sono alcune caratteristiche che le accomunano. Tra queste: uno spiccato udito e uno spiccato olfatto. E la tendenza a contestualizzare con un grado di rigidità che varia da persona a persona. Per esempio per ilmioamoreLorenzo la pasta della marca X mangiata a casa della sua mamma va bene ma se è proposta a casa della sua nonna dove invece si è soliti mangiare la pasta Y allora questo può creare turbamento (cambiamento rispetto ad un contesto noto e prevedibile) più o meno sentito, oltre ad essere riconosciuta olfattivamente ancora prima di appoggiare il piatto sotto il suo bellissimo naso.

Davvero poche sono le cose che ilmioamoreLorenzo mangia. Sono convinta che ci sia altro oltre all’olfatto e la vista che lo guidi nel lasciarsi convincere ad assaggiare qualcosa di nuovo. Io non l’ho ancora capito. E quello che può andare bene oggi da un giorno con l’altro può non andar più bene domani. Di nuovo, io non so perché questo accada. Magari semplicemente perché ilmioamoreLorenzo cambia gusto, come noi del resto 🙂

Lorenzo non può aiutarci con la parola: al momento (chi può prevedere il futuro?!) non parla (tecnicamente è “un autistico non verbale“) e quindi la nostra comunicazione passa attraverso gli occhi, i gesti, alcuni atteggiamenti fisici; guidati dall’istinto, dalla sensibilità, dall’Amore. Specifico meglio: qualche parola la pronuncia nel suo modo teneressimo. E dice anche “ZIA” riferendosi solo a me quando io non ci sono e lui mi cerca o constata che sono andata via. Sorrido ❤ Anche se non riesce a formulare frasi, Lorenzo interagisce con noi: capisce molte delle cose che noi gli diciamo o gli chiediamo probabilmente quelle legate a contesti che ha appreso o gli sono noti. Qui mi fermo perché altrimenti corro il rischio di scrivere pagine su pagine sulla comunicazione/interazione con ilmioamoreLorenzo.

Durante le feste di Natale abbiamo rifatto il gioco dell’annuso io e poi annusi tu. L’ho fatto con il torrone bianco e gliel’ho fatto anche leccare e poi a pranzo un giorno senza pensarci su due volte mi faccio dare da Max una mezza fetta di panettone, levo canditi e uvetta (un passo alla volta) e lo chiamo: “Lorenzo senti (io annuso) annusa tu” Così un paio di volte. Quindi gli appoggio la mollica sulle labbra invitandolo ad assaggiare, labbra che restano chiuse ma non avverto nel suo corpo una inamovibile rigidità. “Lorenzo annusa” lo rassicuro che non ho cambiato mollica e che quella mollica è proprio buona: lo dicono i miei occhi e il mio viso. Ci riprovo ancora un paio di volte quindi apre la bocca. E mangia senza disgusto (phew). Facciamo il gioco ancora e questa volta apre la bocca spontaneamente. E poi dopo la terza mollica viene lui da me senza che sia io a chiamarlo e me ne cerca e questa volta non gli offro molliche ma piccoli morsi di panettone.

Era proprio buono quel giorno quel panettone.

Grazie!

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10 thoughts on “Molliche di Panettone

    1. Il tuo è un augurio SPLENDIDO Lisa. Grazie! Sull’autismo ci sono tanti studi ma non ancora convergenza su causa certa. Mi colpisce molto la tua frase “come si vive l’autsimo-dentro e accanto”. Dice davvero tanto.
      Si è vero il nostro è un rapporto dolcissimo. Del resto ilmioamoreLorenzo è un coccolone. Ed io di certo non mi tiro indietro con baci e abbracci 😀

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