Cicerchiata – buon compleanno Monica

Un altro immancabile dolce del periodo natalizio – in senso temporalmente esteso – in particolare della Befana, della mia famiglia è la cicirchiata. Il nome corretto è cicerchiata, noi in famiglia l’abbiamo sempre chiamato cicirchiata (il dialetto ha trasformato la “e” in “i”).

Facciamo un po’ di ordine e condivisione di informazioni: non c’è certezza sull’origine del dolce che è “contesa” tra Abruzzo, Umbria e Marche per le quali risulterebbe un dolce tipico di carnevale. Inoltre, vero è che struffoli campani e cicerchiata si assomigliano molto nell’aspetto, diversi però nell’impasto. La mia è la ricetta di mamma – che usa da sempre e che non so dirvi con esattezza da dove arrivi…sono propensa a sostenere la tesi del passa parole tra cuochesse abruzzesi 🙂 – e che prevede: farina 00, uova, zucchero, olio vino bianco. 

Veniamo piuttosto al nome: cicerchiata perché la forma delle singole palline o pseudo tali di dolce hanno proprio la forma delle cicerchie, legume poco noto ma coltivato ancora in alcune regioni di Italia (Lazio, Umbria, Molise e Puglia; dati wikipedia). Quindi cicerchiata starebbe per mucchio di cicerchie. Cicerchie che sono un po’ squadrate. Io ho steso a mano l’impasto in filoncini che ho tagliato a tocchetti come per gli gnocchi. Causa assenza di burro nell’impasto e presenza di olio e vino l’impasto è morbido ed elastico quindi tende un po’ a ritirarsi (che ridere mentre li stendevo da sola!) per cui si finisce col tagliare un bel tocchetto che poi fritto assume la forma di cicerchia. Se invece si preferisce una cicerchiata dalle forme più regolari e tonde due opzioni: 1) a parità di ricetta dell’impasto usare la “Nonna Papera” e taaanta (la tripla A non è un refuso 😉 ) farina per evitare che l’impasto si attacchi. Quindi fare delle tagliatelle e poi tagliarle a piccoli quadrati. 2) modificare l’impasto prevedendo il burro al posto dell’olio e del vino (in rete si trova qualcosa). L’impasto – cambierà sapore – sarà più lavorabile per cui avrete tocchetti più regolari e tondi. In questa caso assomiglieranno a dei ceci quindi si potrebbe proprio chiamare cicirchiata (in dialetto abruzzese, ceci si – ci provo – scrive “ciice”).

Le cicerchie vanno poi fritte e una volta fritte vanno rimestate nel miele d’acacia (quello meno “invadente” come aroma) che sobbolle. Variante all’aroma del miele: a me piace molto la variante del miele aromatizzato con buccia di limone o arancia. Quando il miele comincia a tirare, le cicerchie sono versate su un piatto da portata leggermente bagnato – per evitare impiastri se dovessero cadere al di là della circonferenza – e modellato con le mani bagnate sì da evitare che vi si incolli tutto sulle mani. Variante alla decorazione: spesso vengono aggiunte mandorle tostate e spezzate o zuccherini colorati. Io personalmente preferisco la versione liscia.

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Infine, l’informazione più importante. BUON COMPLEANNO MONICA! Questo dolce mamma lo ha sempre fatto per il 6 Gennaio, giorno del compleanno della miaadoratasorella! Perchè a Monica piace tanto. Faccio fatica ad essere presente per il suo compleanno quindi questo vuole essere un regalo virtuale per te, Monicamia!

Auguri & Grazie!

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4 thoughts on “Cicerchiata – buon compleanno Monica

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