Panettone di S. Biagio

Panettone blog

Tradizione milanese vuole che il giorno di S. Biagio – che’l benedis la gula e él nas (lo so lo avete capito) – cioé oggi 3 Febbraio, si mangi una fetta di panettone avanzato benedetto proprio il giorno di S. Biagio. Non essendo né Milanese né lombarda qui mi taccio (anzi se qualcuno che passasse di qui fosse lombardo o milanese e avesse voglia di condividere qualcosa in più mi farebbe solo piacere. Chissà se poi Max deciderà di commentare qualcosa 🙂 ) qui mi taccio – scrivevo – rimandandovi a questo link.

Il nostro Panettone non è né avanzato né benedetto ma l’ho fatto io e ho deciso di pubblicare l’articolo proprio in questo giorno, anche se non è perfetto.

La luce non è il massimo, il Panettone (dicevo) non è perfetto e allora perché pubblicarlo? Perché, indovina indovinello, neanche io sono perfetta (ma dai?!) ma l’ho fatto io! e ci sono quasi riuscita! Ho centrato l’obiettivo che mi ero prefissa: lievitazione con uso di lievito madre e lievito di birra. E, quindi, sono contenta e soddisfatta (certo non pienamente 😉 ). Panettone a 2 impasti – dicevo – e uso di lievito madre e lievito di birra. Ricetta presa dal numero 12 di dicembre 2014 de LA SCUOLA DELLA CUCINA ITALIANA: loro sono Adriano Cortinisio e Paola Sersante di Profumo di LievitoAnice e Cannella. Perché – continuo – è la mia prima volta in assoluto con il lievito madre. Il Panettone poi?! Perché non sono nata imparata e mi piace condividere le mie esperienze, inclusi gli inciampi (mi sembra più vicino a me), affinchè servano anche a qualcun’altro e affinché qualcun’altro mi possa dare un consiglio, un parere, una mano. E magari sorridere anche.

Naturalmente nei mesi prima ho letto e riletto articoli, blog. Quanto al lievito madre mai usato, vero, ma diverse volte ha fatto (e fa) capolino nel nostro frigo e avevo acquisito un “minimerrimo” di dimestichezza col rinfresco (il lievito madre è un capitolo a parte: bisogna imparare a conoscerlo, conoscere i suoi profumi, la sua acidità e la sua “maturazione”. Non è una passeggiata e come tale non la propongo né voglio spacciarmi per una che sa adoperarlo con padronanza. Proprio no).

Ero nello stato “ce l’ho nelle corde”. Il lievito madre era lievitato durante la notte; la prima lievitazione triplicata dopo 3 h come previsto e dopo 6 h il panettone era arrivato quasi al bordo della carta esattamente come previsto. E questo era ciò a cui puntavo: la lievitazione. Yes! Per ottenere le temperature previste ho fatto avanti e indietro dal divano al forno alternando la visione di LOST (io l’adoro e la miaadoratasorella me lo ha regalato!) e pentolini di acqua calda, appunto, pregando e scongiurando che fosse la temperatura giusta. Il mio termometro da cibo non funziona con il forno quindi non l’ho nemmeno preso in considerazione.

Cuocere un Panettone da un chilo come il mio nel forno di casa non è proprio semplice. Infatti la ricetta consigliava 2 panettoni da mezzo chilo. Io avevo un pirottino da un chilo e ho pensato “Cia’, ci provo ugualmente”. Già. Oltre al fatto che sulla sommità del Panettone dopo il taglio a croce ho messo una dose forse un po’ generosa di burro. La sommità si è gonfiata che era un piacere ma nonostante fosse al piano più basso del forno dopo 20′ ho dovuto aprirlo (AHHHHHH … abbondo AHHHHHHHHHHHHHH!) e appoggiare direttamente la leccarda sul forno per evitare che cuocesse oltre misura.

L’apertura del forno ha provato la bombatura del panettone (come vedete); le dimensioni, la cottura.

Panettone tagliato

Il sapore è eccezionale! È uno dei più buoni panettoni che io abbia mangiato ed il merito e i complimenti vanno tutti a Adriano e a Paola; la mollica morbidissima. La cottura non è perfetta (come me! 😀 ) ma per me e Max va bene. Certe fettazze a colazione!

Sono contenta e soddisfatta del mio piccolo imperfetto passo di apprendimento! Arriveremo (oppure no chissà lo scopriremo, forse 😉 ) anche al Panettone con solo lievito madre. Volontà, passione, determinazione, umiltà accompagnati anche da una buona dose di sana autoironia. E chissà magari il prossimo anno al mioamoreLorenzo farò assaggiare il mio panettone!

Grazie!


Spettacolo! Scomparso con poche sciabolate.

Ho una domanda per le amiche che si dilettano di pasticceria… Anche voi mettete a repentaglio la vita sociale, vostra e della vostra famiglia, per sfornare panettoni e altre preparazioni a lunga lievitazione?

Il panettone era (ovviamente) pianificato per l’occasione e per accudire per ore e ore il Tamagotchi lievitante, Mile ha dovuto rinunciare a incontrare due carissimi amici che vivono a Gerusalemme, in uno dei loro rarissimi passaggi di poche ore a Monza.

Passione da eremiti 😀

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17 thoughts on “Panettone di S. Biagio

  1. Ti scopro con vero piacere e ritrovo qui lo stesso garbo avvertito nel commento. Tanti complimenti per la delicatezza e naturalmente, la bravura… Un panettone è un bel lavoro, che da risultati tanto soddisfacenti solo se si ha passione e il tuo è meraviglioso, nonostante la capocciata alla leccarda 😃!
    A presto e… Siiiiii anche le nottate a vegliar, altro che vita sociale! 😉

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