Maritozzi – chiudo gli occhi e sento il mare

Mi viene d’obbligo fare una premessa: volevo tornare su “questi schermi” a metà Settembre. Le ferie estive sarebbero allora finite; avrei avuto più agio per organizzarmi; mi sarebbe piaciuto farlo (tornare su “questi schermi”) con un articolo che fosse inerente al viaggio grosso fatto ad Agosto. Mi ero però dimenticata di rimuovere la programmazione dell’articolo “Muffin con Cocco e Mirtilli” e bon, articolo pubblicato. Rientro anticipato. Tuttavia sono ancora un po’ in affanno: il rientro al lavoro dal “viaggione” è stato ed è impegnativo non tanto dal punto di vista emotivo quanto dal punto di vista del carico di lavoro in sè. Inoltre ad inizio Settembre Max ed io andremo, per chiudere in bellezza l’estate 2016, a trovare i miei. Questo e l’altro fanno sì che la “mia cucina” non sia ancora a regime così come la mia presenza su questi schermi. Il ché spiega la mia rara e centillinata presenza sia da me sia, soprattutto, da voi cui invece adoro dedicare tempo di qualità, non foss’altro per premiare l’impegno e l’entusiasmo. Pian pianino mi rimetto in carreggiata. Nel frattempo vi condivido alcune dolci storie che ho realizzato quest’estate.

Chiudo gli occhi e sento il porfumo della salsedine. Il calore del sole sulla pelle. Il profumo delle creme solari. Sento rumore di motorini, macchine accaldate in cerca di parcheggio. Voci allegre, alcune divertite, altre stanche, altre spossate dal caldo già di primo mattino. Lontano, racchettoni darsi il cambio. Rumori di giochi di plastica trascinati in reti come pesce appena pescato appeso all’amo di passeggini dinoccolati a forza di andare e venire dal mare. Bambini. Tanti. E prima di unirmi come pesce-umano ad altri pesci sulle spiagge sento distintamente il profumo delle paste fresche disposte ordinatamente sui ripiani della pasticceria di fronte alla quale inevitabilmente passavo quando andavo al mare, nei miei giorni Pescaresi.

Al ché io e mia sorella ci guardavamo e i nostri occhi dicevano “Che facciamo entriamo e ci prendiamo qualcosa?” Alle volte cedevamo a quel profumo di dolce fresco e appena sfornato. Entravamo e la scelta era spesso tra i cornetti sfogliati ripieni di confettura e maritozzi con la panna. I preferiti di mamma.

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Ed è questo il dolce che oggi voglio proporvi perché da un po’ durante questa estate ho chiuso gli occhi e l’ho chiamato alla memoria. Un dolce non dolce (spesso presenti da me: trovo quel sapore “la base” dei dolci lievitati da cui poi – nel caso –  realizzare altro di più ricco). Un pane, morbidoso e lievitato dalla mollica compatta lievemente dolce. E poi ripieno di panna fresca montata. Adoravo il sapore della pasta del maritozzo. La panna, pur piacendomi tanto, facevo fatica a mangiarla di prima mattina. Motivo per cui la propongo qui senza panna. Anche perché sto parlando di paste non pasticcini. Il maritozzo era lungo una 20cm. Insomma era davvero un bel pasto. Da noi si trovano altresì i mignon ma arriva prima la “pasta” e poi il “pasticcino” dalle dimensioni ridotte.

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Una delle diverse differenze che mi colpì (questa, rispetto ad altre, mi fece meno male) anni fa arrivando a Milano fu proprio la dimensione dei pasticcini. “Ma dove hanno messo le paste normali?!” E dopo una, due e tre pasticcerie in cui di dimensioni normali c’erano solo i cornetti e i saccottini e un esercito festoso e colorato di mignon ho finalmente – e tristemente – realizzato che qui non si usano le dimensioni normali e che per le bombe, i maritozzi, code di gamberodiplomatiche diciamo – per me – tradizionali o mi facevo un viaggio apposta (poco agevole) o imparavo a farmele da me.

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Mi sembra di aver optato inconsapevolmente, allora, felicemente consapevole, ora, per la seconda 😉

Grazie!

Separatore verde

Note tecniche: la ricetta dei maritozzi l’ho presa qui con le seguenti varianti: amido di riso al posto della farina di riso; buccia grattuggiata di un limone anziché di arancia.

Considerazioni generali: 1) dopo 7 gg i maritozzi erano ancora morbidissimi; 2) per le forme che avevo in mente io credo che dovrò aumentare la dose di 25-30 gr; 3) nel sapore dei maritozzi che ricordo io non trovo l’arancia motivo per cui ho messo il limone (oltre che per impossibilità di reperimento). Non sono convinta che il sapore sia lo stesso. Motivo per cui mi sono ripromessa di immolarmi: in uno dei miei prossimi giri in terre d’Abruzzo maritozzo sia. Per la causa questo e anche una coda di gambero 😀

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13 thoughts on “Maritozzi – chiudo gli occhi e sento il mare

  1. Dell’Italia si può dire di tutto ma in fatto di paste bisogna ammettere che via via che si scende verso il Sud e via via che aumentano di dimensioni. Ricordo che una volta ero in vacanza in Friuli, entrai in una pasticceria e chiesi se avevano le paste… mi indicarono una bella vetrina e io risposi che non volevo i mignon ma le paste da colazione. Beh… le paste da colazione erano quelle cosine lì, piccine picciò…

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