Crostata di riso di “rimando”

Una uscita di venerdì? Leggete e capirete.

Buffo perché di certo non si può dire che il riso sia un prodotto tipico d’Abruzzo. Proprio no. Eppure nella mia famiglia il riso ha sempre trovato molto spazio in tavola e sorrisi di giubilo soprattutto miei e di papà. Era forse un segno anticipatore della mia vita di poi, del mio trasferimento in Lombardia e dell’amore trovato in terre Lombarde? Sia come sia sta di fatto che il ménage-à-trois io-Max-riso continua alla grande senza scenate isteriche dell’uno o dell’altro ma in un perfetto equilibrio a tre. Raramente però ho utilizzato il riso in un dolce. Anni fa – prima che avessi il blog – feci una torta e mi piacque moltissimo. E poi nulla più.

Io che sono così restia a partecipare ai contest (ma poi perché si chiamano contest se l’equivalente in italiano esiste?! mah) restia – scrivevo – 1) perchè mi sento l’ultima delle ultime 2) perché non essendo per scelta su FB ne vengo a conoscenza solo a gara finita; io, dicevo, ho invece deciso – dopo tachicardia, apnea e non so cos’altro – di rispondere ad un invito su Instagram di un’altra blogger , Monicaperché è davvero solo un gioco e c’è solo da divertirsi e da cogliere l’occasione di imparare. Sempre. E quindi su suo invito a realizzare una crostata di riso con Riso Flora utilizzando gi hashtag #ilrisounisce, #risoflora e #flora ho pensato di farne una di rimando che avesse cioé ingredienti che si richiamassero a vicenda e che fosse adatta per gli intolleranti al glutine e al lattosio: questa torta è infatti senza lattosio senza glutine. Contrariamente alle mie abitudini vi propongo anche la ricetta e il procedimento. Sul sito di RisoFlora le regole per la partecipazione. Poiché su Instagram ho già pubblicato ecco qui dunque l’articolo al venerdì. Grazie dunque a Monica per avermi coinvolto e a RisoFlora per questa divertente iniziativa, una vera e propria staffetta culinaria in cui l’invitato a partecipare – se avesse accettato – avrebbe dovuto invitare altre/i bloggers proponendo una ricetta che non fosse della sua regione. 

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INGREDIENTI per uno STAMPO CIRCOLARE A CERNIERA 18 cm di diametro

Per il ripieno

200 g di riso (per me Riso Flora Classico)

1 litro di latte di mandorla

una fettina di buccia di limone e metà grattugiata

80 g di zucchero di canna grezzo (se grosso tritarlo)

2 uova medie

Per la frolla di farina di riso e di mandorle

2 uova medie

90 gr olio di riso

240 gr farina di riso

160 gr farina di mandorle

110 gr di zucchero di canna grezzo (se grosso tritarlo)

½ buccia di limone (grande) grattuggiato

4 gr di lievito per dolci

Per completare

Confettura di pesche q.b.

Pesca per decorare (facoltativo)

PROCEDIMENTO

Versate il latte di mandorla in una casseruola, aggiungere una fetta di scorza di limone di 2 cm di larghezza. Non appena salgono le prime bolle togliere la scorza di limone. Unite quindi il riso, mescolate di tanto in tanto. Ci vorranno circa 45′. Otterrete una crema densa e leggermente collosa. Una volta cotto, trasferite il riso in una terrina e aggiungere lo zucchero di canna e girare. Lasciare raffreddare il riso.

Mentre il riso raffredda preparare la frolla. Miscelare le farine, il lievito e la buccia di mezzo limone. Sistemarle a fontana su un piano di lavoro. Versare nel centro le uova e l’olio di riso sbattendole con una forchetta. Aggiungere, sempre nel centro, lo zucchero e aiutandovi con la forchetta integrare le polveri. Otterrete un panetto leggermente appiccicoso che non lasceremo riposare in frigo. Accendere il forno in modalità statica a 170°. Aggiungere nel riso ormai tiepido le uova e la buccia grattuggiata di metà limone. Girare bene. Spennellare il fondo e le pareti di una teglia – meglio se – a cerniera con olio di riso e quindi con farina di riso. Stendere 3/4 dell’impasto con un matterello dell’altezza di 3 mm (ho preferito un certo spessore data la quantità di riso) e coprire lo stampo per un’altezza di 6 cm. Spennellare il fondo con confettura di (per me) pesche per assorbire umidità. Versare il riso. Ve ne avanzerà un po’. Tenete da parte quello che vi avanza. Stendere la rimanente pasta e coprire totalmente la superificie o come meglio si preferisce. Io ho fatto un taglio laterale a mezza luna sì che il riso si vedesse e un’altra linea parallela per dare movimento. Pareggiare i bordi con un coltello e mettere da parte la pasta in eccesso. Con una leggera pressione dell’indice schiacciare la frolla laterale e piegarla verso l’interno si dà dare il movimento che vedete in foto. Dopo aver spennellato con olio di riso una formina di ceramica del diametro di 10 cm, l’ho rivestita con la frolla avanzata, spennellare il fondo con confettura di pesche e versare il rimanente riso. Pareggiare i bordi.

Infornare in forno già caldo per circa 70′ e comunque fino a quando la frolla non assume il colore biscottato staccandosi leggermente dalle pareti. Una volta sfornate, dopo 15′ aprire delicatamente lo stampo. E una volta fredde,  rimuovere la minicrostata dal sua formina e la crostata dal suo fondo. Se volete per completare l’ultimo rimando di ingredienti potete decorare con fettine di pesca tagliate con la mandolina, passate nello zucchero di canna e arrotolate. La torta dovrà essere consumata nel giro di 4 gg. Potete anche affettarla e metterla in freezer.

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49 thoughts on “Crostata di riso di “rimando”

  1. Curioso, anche io in questi giorni sono alle prese con il riso 🙂 Mi piace molto, spesso d’inverno preferisco fare un riso piuttosto che la pasta, mentre d’estate non lo cucino quasi mai…chissà perché?
    La torta è molto bella, e quella confettura di pesche sicuramente le dà una dolcezza inaspettata.
    Per finire, me lo chiedo anche io: ma perché bisogna dire contest?!? Boh.

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  2. Mile questo dolce è meraviglioso. Bellissimo e non lo conoscevo. l’interno è perfetto e deve essere scioglievole, delicato, dolce… insomma un sogno! Che brava che sei. I tuoi dolci hanno sempre qualcosa di speciale! E non sono mai banali. Io amo la pasticceria e tu sei davvero super!

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  3. Neppure puoi immaginare quanto io resti ammaliata dalle torte alte e sontuose. E poi, arrivo qui e cosa vedo? Una crostata di riso. Non riuscirei a farla così divinamente. Tu però, tu le mani le hai piene di magia e queste creazioni ti riescono. Io posso solo guardarla e chissà privarci ma senza assicurarti nulla:)

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    1. Le torte alte hanno il loro fascino. Forse è per questo che mi piacciono i lievitati, chissaà?! Credo che il fascino arrivi dalla morbidezza che ispirano, a me spesso fanno pensare ad un cuscino alto e morbido da abbracciare. E chi non vorrebbe qualcosa di morbido da abbracciare? E’ una coccola e un conforto.
      Sì provaci Melania sono sicura che verrà buona e bella. Un abbraccio dolce a te!

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  4. Anche io amo moltissimo il riso, molto più della pasta. In casa mia si è sempre mangiato tanto sin da quando ero piccola e la cosa continua anche adesso. E adoro anche i dolci con il riso, qua da noi vanno parecchio, c’è la torta di riso che è una cosa simile a questa ma senza la frolla, e poi si trovano delle specie di crostatine sempre farcite con una crema di riso. Per non parlare del risolatte, quando ero piccola mia nonna me lo preparava sempre.
    Quindi puoi capire perchè appena ho visto questa torta su IG me ne sono innamorata subito

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  5. Io, nonostante sia sui social, non ne becco uno di contest! Almeno li becco, girando per i vari blog, tipo oggi il tuo, ma poi me li dimentico … sono una frana, lo so. Comunque alla fine a qualcuno partecipo, ora vado a leggermi questo in cosa consiste. Hai fatto un dolce molto corposo, di sicuro buono. Buon fine settimana cara.

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    1. Diciamo che in questo caso specifico era una staffetta culinaria: invitata da qualcuno su Instagram se avessi accettato avresti dovuto invitare qualche altro sempre Instragram a pubblicare la realizzazione di un piatto da te suggerito. A cosa porterà non lo so ma intanto l’ho fatta 😀 Nel caffèlatte non l’ho provata me la sono gustata sorseggiando un bel caffè nero pece, bollente e amaro come piace a me. Inzuppata non so se rende essendoci il riso: magari si disfa. Meglio una versione “mollicosa” 😀 Ciao Gio!

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  6. ed ecco che anche una “banale” gara che circola in rete, diventa una nuova connessione con la quotidianità, i ricordi e gli affetti 🙂
    Avevo visto su instagram la foto che mi ha incuriosita molto, adoro le torte alte alte come i papaveri che vedeva la paperella e devo ammettere che il riso dolce mi fa pensare al risotto al latte che mangia mio padre d’inverno. E’ qualcosa che gli appartiene da quando era piccolino e quasi si emoziona ogni volta che lo assaggia….
    Ma quanto è buono il sapore dei ricordi?

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  7. Visivamente questa è una torta in cui vien voglia di affondare i denti con soddisfazione! Alta, soffice, sembra di sentirne il profumo. Credo che, come per tutte le faccende social, anche i contest siano più o meno piacevoli in base al clima e alle persone che vi gravitano attorno. Brava! 😊😊

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    1. Credo proprio tu abbia ragione. E credo profondamente altresì che da ogni situazione si possa imparare. Una sana competizione quella che ti spinge come individuo a migliorare è d’auspicio per tutti. Io non credo e non mi trovo a mio agio con quella con il coltello in bocca, della serie “io e nessun’altro”. Non la trovo sana né socialmente utile. E qui si aprirebbero considerazioni più ampie e profonde… Grazie Viv e buona fine di settimana!

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  8. Ecco, l’altra volta mi dicevi che forse potevi fare una torta che andasse bene anche per me. Se ci togli lievito, uova e farina…sob! Praticamente mi resterebbe solo il riso ( nemmeno la pesca mi permettono). Ormai i dolci me li posso scordare…😩
    Me li gusto leggendoti e li assaporo grazie alle tue foto.❤

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