Campi di lavanda, staccionata in cocco e prati di tè matcha – la mia charlotte

Inseguendo i colori. Così nasce la mia Charlotte. Mi verrebbe da scrivere: “contro il logorio della vita moderna…”

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Ti superano a destra e a manca, non si curano di te che c’eri prima in coda. Trovano un pertugio e si infilano pur di passare per primi. Gli sguardi non si incrociano mai (o quasi, rare eccezioni). Ognuno punta alla sua meta fissata in chissà quale coordinata spazio-tempo. Le espressioni: “mi scusi, permesso, perdoni” sono per i più impronunciabili come se una maledizione serrasse loro le labbra se solo osano pronunciare parole di cortesia o interagire con altro essere umano. E tu ti accorgi che c’è qualcuno che deve passare dietro di te non perché hai gli occhi sulla schiena ma perché avverti un movimento, ti volti e noti che quello/a stava riducendo il suo spessore fisico ad 1 cm pur di passare in quel “varco” che tale appare solo a lui/lei. E lo sguardo resta sempre basso anche quando colti in fase di annichilimento corporeo. Non finiscono mai di sorprendermi le dinamiche umane quando mandrie di pendolari si accalcano a prendere treni, autobus, metro. Uh la corsa al sedile della metro! Paragonabili agli scatti di Usain Bolt. Ormai lo so: i loro impegni sono sempre più importanti dei miei. Ci sono delle mattine però che decido che hanno pari importanza e quando sento il contatto fisico pressante per infilarsi nel famoso pertugio di cui sopra e con la coda dell’occhio vedo movimenti “subdoli”, elegantemente il mio gomito si allarga a disporre la borsa in lunghezza sì da impedire il passaggio. Chè si sa le nostre borse son grandi.

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E tra tutto questo grigiume, bocche stirate e tirate, sguardi evitati e cortesie sconosciute i miei occhi volano sempre in cerca di macchie di colore e luce. E ne trovo eh, ho l’occhio allenato io 😉  Bastasse una Charlotte a far ridestare cuori e animi la offrirei a tutti. Mah, magari in testa funziona. Non sprechiamola però e mangiamocela.

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E se avanza un po’ di mousse la mettiamo anche in un bicchiere che fa sempre la sua elegante scena.  Poi, a ben guardare la Charlotte, è un attimo a pensare la campagna, no?!

A voi con colore e sorridendo. Grazie! 

Note tecniche: steccato al cocco: ve ne avevo parlato nella TAVOLOZZA di COLORI; campomousse alla lavanda da qui per me con panna vegetale e senza coloranti; cake al tè matcha che vedete in mezzo qui; prato-brisé al tè matcha voilà.

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21 risposte a "Campi di lavanda, staccionata in cocco e prati di tè matcha – la mia charlotte"

  1. Non ti arrendere, Milena, e non farti portare via il sorriso.
    Capisco che è difficile, hai descritto alla perfezione una situazione che tutti noi viviamo tutti i giorni, e oltre a subirla a volte probabilmente ne siamo anche artefici…e questa è la cosa peggiore. A volte sembra che abbiamo perso la nostra capacità di essere umani…o forse solo educati.
    Questa charlotte è uno spettacolo e quella fetta tagliata mi ha fatto venire tanta voglia di dolce!! Ti ritengo direttamente responsabile dell’assalto che sto per fare al frigo!

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  2. Vabbè hai creato una meraviglia, la perfezione dopo tutto ciò che hai scritto perché io personalmente ne ho piene le scatole di questa non-vita, di questi musi lunghi da stress imperante e maleducazione galoppante. Tutto il mio appoggio e comprensione.

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    1. La maleducazione è quella che mi sconvolge di più, l’assenza o quasi di senso civico. E resistere diventa semper più faticoso ma occorre farlo perché altrimenti andiamo allo sbando più totale. Devo dire che parlarne e confrontarmi mi aiuta. E anche creare qualche bel dolcetto: calma i nervi 😉

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  3. Il colore, il bello, il “diverso” in sintonia con noi stesse va sempre, sempre cercato! Per me è diventata una missione quotidiana, costante… e più ciò che vedo non mi piace, più lo faccio! E’ la nostra risorsa…
    Sono stata travolta da alcuni profumi che sono i miei preferiti… lavanda, cocco e tè matcha, che sinfonia! Quanto riusciamo a esprimerci in cucina, quando siamo ispirate… chiudo gli occhi e assaggio, con estrema calma! 🙂

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  4. Ecco la Milena perfetta: pugno di ferro (la borsa per il lungo) in guanto di velluto (la dolcissima charlotte). Il dolce è perfetto (per i commenti sulla tua pagina, devo trovare dei sinonimi, mi ripeto!). La lotta dura senza paura al posto a sedere è condivisa: assalto al sedile, sguardo in basso sul telefono, e tanti saluti ai capelli grigi come i miei, ai pancioni, a quelli più anziani di me. In questi due ultimi casi, se sono seduta, mi alzo io …

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    1. Ma a me non spiace se tu ti ripeti 😉 Grazie Paola. Vero non mi trovo a mio agio a sbraitare: la comunicazione va a farsi benedire. Preferisco drittezza. Certo poi dipende da chi hai davanti chè alle volte è meglio non osservare: un muro avrebbe migliore capacità di ascolto.

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  5. Ahahaha mi hai fatto morire dal ridere … ti immaginavo mentre allargavi il braccio, e che cavolo!! Capisco e comprendo, non sempre si ha voglia di far niente e soccombere alla maleducazione. Invece questo dolce è bellissimo e molto ben fatto. Come stai? Pensavo di vederti al corso ad Appetiti, ti avrei abbracciata molto volentieri. ♥

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  6. Da pendolare conosco benissimo la situazione. Non ti dico cosa sono i treni sulla linea Rimini-Bologna in periodo vacanziero marittimo. Altro che corsa per sedersi, si fa a botte solo per riuscire ad entrare e stare stipati come sottilette.
    Mi sarebbero servite un paio di fette di questa delizia per ritornare ad uno stato umano ieri sera 😦

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  7. Guarda non mi racconti niente di nuovo..pensa che in 9 mesi di gravidanza nessuno ha avuto un occhio di riguardo per me! Nemmeno alla cassa prioritaria del supermercato O_o non sai come ci sono rimasta male! Io che ho sempre fatto sedere l’anziano di turno al mio posto sul bus o fatto passare avanti la donna con il pancione o l’invalido alla cassa..
    Io però a mio figlio voglio insegnare il rispetto perchè questa società deve decidersi a migliorare! Bastasse davvero una charlotte a risolvere tutto…

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  8. 😍 Con un dolce così scioglieresti il cuore e l’umor nero di qualunque misantropo frettoloso. Un’esplosione di bellezza! Ci vuol un filo di coraggio a tagliare la prima fetta ma poi è talmente bella anche vista in sezione che val davvero la pena rompere la perfezione… 😘😘

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