La mia prima volta, occulta, con il “rabarbaro versato”

La prima volta che ho recitato davanti a tutti fu alle elementari: rigorosamente a occhi chiusi per la tensione e il mal di pancia.

La prima volta che ho parlato in inglese: non me la ricordo ma per certo avevo il cuore a mille.

La prima volta che ho lasciato i miei per un periodo lungo era per venire a Milano: ho pianto in silenzio e non, tutto il giorno. Ed il magone fino al giorno dopo.

La prima volta che ho guidato la macchina vecchia di papà: ero con mia sorella e mamma d’estate e mi si è spenta due volte. Abbiamo riso. Adesso non guido da un pacco.

La prima volta di un dolce con verdure: era con le zucchine, cotto a Pescara con il forno a gas dei miei. Non era male.

Rabarbaro occulto_5

La mia prima volta con il rabarbaro: meditata a lungo. Troppo, forse. E alla fine ho “partorito” l’idea. In versione “versata”. Una torta di cui si parla da un po’ nel web. Si prepara l’impasto se ne versa metà nella tortiera scelta, la si fa cuocere per un po’ quindi si versa il ripieno (tipicamente ricotta) e sopra l’altra metà dell’impasto. Bene, io ho arricchito la mia ricotta di pecora con il rabarbaro cotto con lo zucchero e l’ho profumata di buccia di arancia grattuggiata (ne ho ancora di scorta). 

Rabarbaro occulto_2

Rabarbaro occulto_4

Ho scelto uno stampo da plumcake e una volta cotto e raffreddato l’ho affettato. Il rabarbaro si sente? Sì, un sentore. Del resto io non ho modo di confrontare i sapori essendo la mia prima volta. Comunque come prima volta non male. Posso dire: “buona la prima”. E, naturalmente, già medito sulla seconda 🙂

Una fetta già di plumcake alla ricotta di pecora e rabarbaro a voi.

Grazie! 

Note tecniche: per la ricetta della “torta versata” mi sono rifatta a quella di Elena sostituendo nell’impasto il latte con l’acqua e arricchendo il ripieno come scrivevo.

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25 risposte a "La mia prima volta, occulta, con il “rabarbaro versato”"

    1. Ma ciao Chiara che piacere trovarti qui! E grazie! Credo che alla fine con ogni ingrediente ci possiamo divertire a creare: basta solo mettere in campo un po’ di fantasia e tempo. E tu di fantasia e bravura non difetti proprio. Un abbraccio e grazie del saluto!

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    1. Ma ciao Welda!! Che bella l’immagine che mi/ci hai regalato: “appesi nell’anima” splendida! E poi mi hai fatto un bellissimo complimento, grazie! Io mi diverto tanto tanto a seguire l’istinto che mi suggerisce accostamenti diversi 🙂 Un abbraccio!

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  1. La mia prima volta con il rabarbaro deve ancora venire, non ne ho mai visto uno! Nella mia città è pressoché sconosciuto, forse quando gironzolo per l’Italia dovrei curiosare nei mercati e portarmene a casa un bel mazzo nemmeno fossero delle rose preziose, per poi guardarlo e ammirarlo anche se non saprei esattamente cosa farmene, ma con quel colore bellissimo vuoi che non la trovi un’idea?
    Un abbraccio 🙂

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    1. Ciao Tatiiiiiiiii! Ma sai che quest’anno è il mio anno fortunato: lo scorso anno cercavo finocchietto, nespole e rabarbaro e facevo (ovviamente da queste parti) una fatica incredibile. Invece quest’anno ho trovato tutto a ripetizione. Che donna fortunata ihihih 🙂 I mercatini sono un mondo: a ben guardare si trovano di quelle cose sfiziose. Del resto a ben guardare si trova sia una brutta umanità ma anche tanta bella e generosa. Un abbraccio Tati e grazie del saluto!

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  2. Ho bisogno di ripetizioni, non so nulla del rabarbaro! Le mie prime volte sono così lontane che chi se le ricorda più? O forse le ho abilmente rimosse ;). Delizioso questo plum cake un po’ su e un po’ giù

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  3. Ohhhhh che meraviglia tesoro. E grazie per la citazione 🙂 la tua versione è MERAVIGLIOSA!!! io ho un debole per il rabarbaro, me ne sono innamorata in un viaggio in Svezia. A colazione c’era una confettura di rabarbaro che era spettacolare. Sai che mi piace l’idea di metterlo nello stampo da plumcake? le fettine sono bellissime

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    1. Ma ci mancherebbe: per me l’onestà “intellettuale” è fondamentale, se attingo da altri per me è doveroso citare e ti dirò di più anche un piacere. Poi tu per me sei la Regina delle torte da credenza. E cmq grazieee sono contenta che ti piaccia. Vero non ho ottenuto il colore intenso del rabarbaro ma si sente in bocca soprattutto se consumato a temperatura ambiente. Ciao Elena dalle manine d’oro!

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  4. Quante prime volte! Mi hai fatto venire voglia di ripensare a qualche mia prima volta… in cucina comunque è stata con un risotto, con l’ago ho in mente un rattoppo a una calzamaglia gialla (fatto con del filo verde dopo che con le forbici avevo tagliato la suddetta calzamagliadi lana… ero molto piccola!) Poi il cucito ha surclassato la voglia di cucinare ma con i risotti ho ancora un certo feeling. Alberto ama il rabarbaro, io lo tengo a distanza forse perché odiavo quelle caramelle quadrate e piatte che giravano quando ero bambina. Bacioni!

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      1. Eh già… ho tagliato e poi mi sono resa conto che avevo fatto un danno e allora mi son fatta dare del filo e ho provveduto con un bel carpognino ma mamma e nonna erano talmente ammirate che non mi hanno nemmeno sgridato tanto 😂

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