Chicco e Magic Number – neole di farina d’avena e zafferano con crema al cardamomo

La famiglia Squeety abitava nel palazzo angolo Via Degli Olmi, Via dei Fanti da generazioni. Di quel palazzo conoscevano ogni cm quadrato e tubatura. Erano passati attraverso un sacco di ristrutturazioni ma loro, negli anni, non avevano mai traslocato. Nel tempo in cui la storia si svolge, la famiglia Squeety era composta da mamma Squeety, papà Squeety e la piccola Magic che mamma e papà chiamavano Magic Number per la sua straordinaria passione per e abilità con i numeri. Magic Number era una topolina dal pelo fulvo che non si separava mai dai suoi stivali blu perché sosteneva che: “mettono in risalto il mio bel pelo”. Magic Number conosceva tutti gli inquilini del palazzo ed era particolarmente affezionata a Chicco del terzo piano. Chicco, all’anagrafe Mattia ma tutti lo chiamavano Chicco perché era magro e lungo come un chicco di riso, era il 3° di 4 figli. I primi 2, i gemelli,  erano un vero e proprio tornado di burle e scherzi, e poi c’era il più piccolo – arrivato in famiglia dopo diversi anni dalla nascita di Mattia – che adorava Chicco. Tutte le sere prima di andare a letto e dopo essersi separato da Chicco, il piccoletto piangeva come un disperato per 27 minuti di orologio – per la gioia del vicini e della famiglia intera – e poi crollava come un sasso fino all’indomani mattina. Chicco era un ragazzino sempre con la testa per aria: sognava di fare l’astronauta. Quando era ora dei compiti di matematica, Chicco cominciava a studiare di buzzo buono ma poi i suoi sogni prendevano il sopravvento e finiva metodicamente per crollare sui suoi appunti. Così compariva Magic Number che ormai conosceva i suoi impegni scolatistici e senza farsi vedere lo ridestava dal sonno, apriva il libro sulla pagina giusta e Chicco non sbagliava mai un compito anche se aveva costantemente l’impressione di aver sognato e di aver intravisto nei suoi sogni un topolino rosso dagli stivali blu. Un pomeriggio freddo di Dicembre, i gemelli erano fuori e il più piccolo era con il papà nel vicino parco del quartiere a giocare con la neve. La mamma di Chicco era davvero un tesoro di mamma ma tra i gemelli e le urla del piccolo, alla sera era stravolta e con un diavolo per capello. Amava dilettarsi in cucina ma ormai di tempo per stare ai fornelli e curare i suoi sperimenti ne aveva ben poco. Quando riusciva anche solo a guadagnare una manciata di minuti tutti per sè si dilettava con piacere ai fornelli, soprattutto con i dolci. Così, in quel pomeriggio freddo di Dicembre, decise di coccolare il suo Chicco che non le dava mai problemi ed era sempre carino con tutti. Per la merenda di Chicco preparò neole con farina di avena e zafferano e della crema pasticcera al cardamomo da accompagno. 

Neole zafferano_1

Neole zafferano_4

Era proprio giorno di matematica sicché Magic Number era già in casa, ben nascosta dietro la pila di quaderni e libri di Chicco. La nostra topolina dal pelo fulvo amava alla follia i dolci e quando la mamma posò sulla scrivania di Chicco le neole allo zafferano e la crema al cardamomo lei dimenticò ogni cautela e si avvicinò come ipnotizzata al piatto. Chicco lanciò un “Ooooooooh” al ché la nostra si ridestò, si guardarono per una manciata di secondi che sembrò un’eternità e poi Magic Number corse via. Chicco sotto voce la implorò: “Ehi! Ciao, non ti farò del male. Ti prego torna da me. Per favore!” Magic Number sì avvicinò lentamente e Chicco la salutò: “Ciao io sono Chicco! Allora non ti ho sognato. Sei tu il topolino dei miei sogni dagli stivali blu che mi aiuta con i compiti di matematica”. Magic Number, vezzosa, gli sorrise e annuì. “Ti piacciono i dolci?” La testolina fulva annuì con maggior veemenza. Chicco le diede una neola tutta per lei e così fecero merenda insieme. Chicco le sorrise e Magic Number capì che non doveva aver timore della loro amicizia. Chicco prese a non addormentarsi più durante i compiti di matematica. E, su richiesta insistente di Chicco, la mamma riprese a sfornare dolci esperimenti per la merenda di Chicco e di tutta la famiglia.

Neole zafferano_3

Un giorno la mamma gli disse: “Quando studi matematica, Chicco, ti viene sempre un grande appetito. Se non ti sapessi solo giurerei che tu stia studiando con qualcun’altro”. “Sarà colpa della magia dei numeri, mamma!” E Chicco e Magic Number se la ridevano di gusto sotto i baffi con la pancia piena.

Neole zafferano_6

 Dicembre è il mese magico per antonomasia, quindi una storia magica.

A voi, con affetto. Grazie! 

Note tecniche: nell’aquilano sono note come ferratelle, nel pescarese come Neole. E l’unico modo per farle è avere in dotazione un ferro come quello che vedete in foto. In commercio ce ne sono di diverse forme e diversi disegni. La mamma di Chicco ha messo la farina di avena altrimenti, nella versione tradizionale, occorre usare la farina doppio zero. Non contengono burro ma olio di oliva come nella maggior parte dei dolci abruzzesi. E per la ricetta nella sua interezza è più comodo scrivere a me che alla mamma di Chicco presa tra i gemelli e l’ultimo arrivato: milesweetdary@gmail.com.

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23 risposte a "Chicco e Magic Number – neole di farina d’avena e zafferano con crema al cardamomo"

  1. Ah la meravigliosa piastra per le ferratelle! Non sono mai riuscita a trovarla: rammento un solo negozio a Sulmona che le vendeva ma ad un prezzo folle, quindi alla fine non le ho mai prese 😦
    Ma il racconto è delizioso me lo presteresti quel topazzo per far studiare mio figlio? 😉
    Un bacio!

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    1. Sì Tizy, sono semplici ma di effetto. Io poi sono a loro affettivamente legata perché mamma le faceva spesso a me e mia sorella quando eravamo piccole. Grazie mille del saluto, davvero. E di nuovo Buone Feste 🙂

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  2. che bellissimo racconto! Sei proprio una bella persona Mile, tu, le tue storie e le tue meravigliose Neole! Bacioni grandissimi! ps. se non riuscissi a passare di nuovo, ci tengo ad augurarti un felicissimo Natale! ❤

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    1. E’ divertente ed emozionante tornare un po’ bambini, no?! 🙂 E forse non è un caso che Chicco e Magic Number siano venuti a trovarmi proprio con questo semplice dolce della tradizione abruzzese che mamma mi faceva spesso quando ero piccola.
      Un bacio Melania!

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    1. Chicco e Magic Number sono venuti a trovarmi immediatamente mentre le preparavo e allora ho deciso di raccontare di loro 😉
      Le ferratelle o neole non sono croccanti nel senso che se le rompi non “crocchiano”, si rompono perfettamente in elementi regolari restando compatte ma non fanno cri cri. Chissà se sono riuscita a farti capire. Mannaggina…Un abbraccio Giovanna!

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  3. Che carina questa storia, la voglio raccontare alle mie nipotine quando verranno da noi. Una deliziosa storiella pre nanna. Come devono essere deliziose queste cialdine, se non sbaglio sono un po’ come la cialde del cono giusto? non posso provare la neole, ma la crema invece si 😉 adoro il cardamomo

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    1. Uh come sarebbe bello se la raccontassi alle tue nipotine ❤
      Fanno pensare alle cialde da cono ma non sono croccanti come i coni. Hanno una struttura compattamente morbida per cui puoi romperle agevolmente senza crock. Le ferratelle o le neole abruzzesi ❤

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  4. La topolina golosa con gli stivali blu 😍… iniziare la giornata così ha un suo bel perché! Mi piacciono le (tue) storie e i (tuoi) dolci, pazienza per la matematica nessuno è perfetto… ma il tuo dolce sì, specie per quella fantastica crema al cardamomo, ingrediente che non ho mai considerato ma che evidentemente mi piace molto, visto che già mi aveva conquistato nel cioccolato fondente di Baltom. Un bacione e buon lunedì!

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