Mascarpere con Speculoos

Dico spesso di me che, per certi versi, sono donna di altri tempi. E qui so di essere in buona compagnia. A tante di noi piace fare l’uncinetto, molte di noi adorano tovaglie e lenzuola ricamate (e ci sono anche tanti uomini, fortunatamente), andiamo in visibilio di fronte ai piatti con filo dorato e bicchieri intarsiati e quando invitiamo ospiti a casa ci “divertiamo” a preparare tutto dall’antipasto al dolce, pane et similia compresi. Per non parlare poi della lettura che alimenta cuore e testa. Caratterialmente, io contro bilancio la parte vintage con una buona dose di pragmatismo e spirito – anche – analitico. Soffermiamoci oggi però sulla parte vintage quella che mi fa stazionare le mezze ore davanti alle vetrinette di mia madre dove fanno bella mostra di sé servizi su servizi di bicchieri e tazze per tutte le bevande: acqua, vino bianco, vino rosso, caffè, tè, liquori, spumante… ecc. ecc.. Molti dei quali non usati. Eh sì perché all’epoca non usava la lista nozze per cui capitava che gli sposi ricevessero 3 servizi da 12 – che poi fa 36 – da caffè, 2 da tè ecc ecc.

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E poi mettici che i gusti cambiano, mettici quel mal costume di non “usare il servizio perché sennò si rovina” (non mi dite che anche voi fate parte del clan?! No, dico, che senso ha avere un servizio e non tirarlo mai fuori? Gli faccio giù la polvere?! Suvvia!), mettici la praticità di un bicchiere da tutti i giorni rispetto all’attenzione per uno da servizio; e alla fine a forza di mettere non si toglie mai il bicchiere dalla vetrinetta.

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Ma io, fortunella sono: “un giorno tutto questo sarà mio!”. E già perché tanto a mia sorella di quella roba importa un fico secco (buoni anche loro, per carità). Così mamma mossa fino alla commozione per avere almeno una figlia che apprezza tovaglie & servizi di altri tempi (buffo: sembra il nome di un negozio di tessuti e stoviglie, d’antiquariato of course) mi anticipa parte del bottino: uno dei servizi da tè! Ed eccolo qui usato appropriatamente per un dolce al bicchiere – non il suo primo fine ma noi non ci formalizziamo. Una squisita crema di mascarpone e pere altrimenti nota come mascarpere aromatizzata al calvados con crumble e biscottino speculoos. Ché si sa il tè va sempre servito con un biscotto di accompagno.

Un sorso a voi, grazie soprattutto a Max cui il dolce di oggi deve il nome ;-)!

RICETTA CREMA MASCARPONE e PERE per 8 tazze da tè piene (presa da MINUTO PER MINUTI SCUOLA DI PASTICCERIA Edizione Giunti Demetra e liberamente adattata): 4 grosse pere abate verdi; 60 g di zucchero di canna qualità muscovado + 20 di zucchero semolato; 200 g di mascarpone; 1 bicchierino di calvados; 1 cicinin di cannella. PROCEDIMENTO: sbucciare e detorsolare le pere; tagliarle a piccoli pezzi e metterli in un tritatutto per una prima frullata. Quando la massa si sarà ridotta di volume aggiungere zucchero e mascarpone quindi frullare fin quasi a livello di crema. Aggiungere il calvados e terminare di frullare. Aromatizzare con una leggerissima spolverata di cannella.

RICETTA CRUMBLE tratta da TRADIZIONE in EVOLUZIONE di LEONARDO DI CARLO (io ho diviso per 4 e comunque ve ne avanza): burro 82% m.g. 400 g; zucchero scuro di canna: 200 g; sale fino 3 g; bacca di vaniglia 1 g (io non l’ho messa); farina 00 W150-160 (io 170): 500 g. PROCEDIMENTO: impastare il burro con lo zucchero e bacca di vaniglia, quindi unire la farina setacciata. Formare dei salami e far raffreddare in frigo, poi passare al setaccio con maglia larga per ottenere una granella (io ho usato i buchi grandi della grattugia). Mettere 1 kg di massa cruda su teglia con carta da forno. Cuocere ventilato a 160°; statico 170°-185°; tempo 20-22 minuti valvola aperta (io statico 170).

RICETTA SPECULOOS tratta da TRADIZIONE in EVOLUZIONE di LEONARDO DI CARLO (io ho diviso per 5): burro 82% m.g. 500 g, zucchero semolato 100 g, zucchero di canna scuro 500 g, bacca di vaniglia 3 g (io non l’ho messa), cannella in polvere 20 g, sale fino 10 g, uova intere 125 g, latte 40 g, lievito chimico in polvere 17 g, farina 00 W150-160 (io 170) 1000. PROCEDIMENTO: impastare assieme i primi cinque ingredienti quindi unite i liquidi e infine la farina setacciata con il lievito. Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e sodo. Far riposare in frigo a +4°C per 2 ore circa o tutta la notte (io tutta la notte). Stendere allo spessore di 2,5-3 mm e cuocere in forno ventilato a 150°-160°; statico 170°-185°; tempo 15-20 minuti valvola aperta (io statico 170).

21 pensieri su “Mascarpere con Speculoos

  1. Io invece ho una madre che tutte queste meravigliose ceramiche le ha sempre considerate: cianfrusaglie vecchie! Infatti prima che le cose di mia nonna finissero in pattumiera, l’unica che è riuscita a portare a casa qualcosa sono io … poca roba, in verità perchè prima erano già passate le mie zie (sorelle di mia mamma che invece apprezzavano). Che ti devo dire? Io e mia madre non ci somigliano proprio per niente, infatti abbiamo un rapporto di amore/odio. Detto questo, mi salvo la ricetta di questo mascarpere, che mi intrippa proprio di brutto. Grazie MIle, un baciotto

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  2. a parte il nome simpaticissimo (x cui max si merita una tazza) questo dolce mi ispira moltissimo nella sua classicità che benissimo si sposa con l’eleganza fine e raffinata del servizio da vetrinetta di mamma ❤ ps: mia mamma invece x ora solo me li presta per le foto i suoi pezzi da vetrina, ma non li sgancia 😀

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    1. Vero solo che io non ho i metri quadrati per ospitare quelle ricchezze. Bon in qualche modo faremo. Pensa che quando mia sorella organizza qualche pranzo/cena sono io che la spingo ad usare quel popo di stoviglie che si ritrova (vive con i miei). ^-^

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  3. mi sa che ci assomigliamo molto….anche io sono alla fine abbastanza pragmatica. E anche le mamme si assomigliano un po’ tutte visto che anche la mia non usa mai i servizi “buoni” Una volta li usava solo per Natale poi dopo aver rotto un piatto ha definitivamente deciso che dovessero passare la vita restante nella vetrinetta

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    1. Ma che peccato! Tanta bellezza non utilizzata. Se si rompe un piatto è perché ho avuto il piacere di goderne….va be’ temo che ormai non ci si possa fare niente.
      Siamo pragmatiche con dolcezza 😁

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  4. “E alla fine a forza di mettere non si toglie mai il bicchiere dalla vetrinetta” 😂😂 giustissimo! Le cose belle vanno usate perché ci regalano tanti piccoli momenti di gioia! E il dolcetto…? Buonissimo! Da farci il bis! 😉

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